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Citomegalovirus in gravidanza: infezione, sintomi e cura

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Che cos’è il citomegalovirus (CMV)

Il citomegalovirus (CMV) è un virus appartenente alla famiglia degli herpes virus ed è altamente diffuso in tutto il pianeta.
Della stessa famiglia fanno parte varicella, mononucleosi e herpes labiale.

In generale i disturbi più frequenti sono questi:

  • Febbre
  • Mal di gola
  • Spossatezza

In soggetti sani i sintomi sono di lieve entità tanto che, a volte, possono passare inosservati o essere scambiati per un semplice raffreddamento.

Il problema si presenta se il virus viene contratto da persone immunodepresse o durante la gravidanza.

Nei nove mesi di gestazione, infatti, il CMV può essere trasmesso al feto e comportare conseguenze molto serie.

Trasmissione del virus

La trasmissione del citomegalovirus può avvenire in vari modi:

  • Tramite il contatto con secrezioni faringee, vaginali o spermatiche di una persona infetta
  • Toccando feci, urine, saliva e lacrime di un soggetto con l’infezione in corso
  • All’interno del latte materno durante l’allattamento
  • Attraverso la placenta durante la gravidanza
  • Mediante una trasfusione di sangue
  • A seguito di un trapianto di midollo osseo o di organi

Solitamente si viene in contatto più facilmente con l’infezione nel periodo tra l’infanzia e la prima età adulta, a causa della promiscuità ambientale o sessuale.

I bimbi, si sa, si mettono in bocca in giochi poi se li scambiano, si mettono le mani in bocca e poi toccano altri oggetti.

Et voilà, la strada per il contagio è servita su un piatto d’argento.

Come prevenire il CMV in gravidanza

Da quando decidi di allargare la famiglia fino a quando non stringerai il tuo pargoletto tra le braccia sarà bene osservare delle norme di prevenzione.

Ecco qui quello che dovresti fare:

  1. Lava di frequente le mani, soprattutto dopo aver cambiato il pannolino o soffiato il naso a dei bimbi.
  2. Evita di baciare i bambini sotto i 6 anni vicino o sulla bocca.
  3. Non condividere con i bambini posate, stoviglie, alimenti, bevande o spazzolino da denti.

Confesso che nella prima gravidanza sono riuscita a seguire facilmente queste norme, ma nella seconda ho avuto serie difficoltà.

Come fai a non spupazzare la tua primogenita che ha solo 18 mesi?

Come fai a non scambiare con lei pezzi di cibo o posate?

Impossibile! Fortunatamente il virus ha deciso di non venire a farmi compagnia.

Diagnosi del citomegalovirus

Un normale prelievo di sangue basta per sapere se hai già contratto il virus in passato oppure no.

Molti ginecologi ancora oggi non lo inseriscono tra i controlli di routine.

Consiglio: se il tuo ginecologo fa parte di questo gruppo chiedigli tu di fare un check per evitare spiacevoli sorprese dopo. 

L’esame è semplice, vengono ricercati due tipi di anticorpi: IGG e IGM.

I risultati possibili sono 4.

Queste sono le combinazioni:

Presenza degli anticorpi IGG e IGM

L’infezione è stata contratta in tempi recenti e, se si vuole provare a far arrivare la cicogna o si è già in gravidanza, devono essere fatti degli ulteriori controlli.

Meglio togliersi i dubbi per vivere serenamente i nove mesi di attesa.

Presenza degli anticorpi IGG e assenza degli anticorpi IGM

Questa è la combinazione migliore che ti possa capitare.

Hai già contratto il virus in passato quindi sei immune.

Evviva, un pensiero in meno!

Assenza degli anticorpi IGG e IGM

Non hai mai contratto il virus e non ce l’hai al momento delle analisi.

Ricordati di adottare norme igieniche e preventive per evitare di contrarre il virus in un momento così importante della tua vita.

Niente panico, usa il buon senso e vedrai che tutto andrà bene.

Assenza degli anticorpi IGG e presenza degli anticorpi IGM

Questa combinazione è un po’ sfortunata perché significa che non sei mai venuta in contatto con il virus in passato, ma solo al momento del test.

Contatta subito il tuo ginecologo per capire che strada sia meglio intraprendere.

Rischi per il feto

Fortunatamente nell’85%-90% dei casi l’infezione è asintomatica e il bimbo nasce senza particolari problemi.

Solo un bimbo su dieci manifesta problemi di udito che si presentano molto dopo la nascita.

Nel restante 15% dei casi possono comparire dei problemi già nei nove mesi di gestazione come un ritardo di crescita (con diversi gradi di gravità) o il fegato ingrossato oppure subito dopo. 

In questo ultimo caso potremmo trovarci in presenza di ittero, segni neurologici o macchie rosse che rappresentano delle piccole emorragie della cute.

Trattamento e cura del citomegalovirus in gravidanza

Esistono dei farmaci antivirali per contrastare la malattia ma che, purtroppo, non possono essere somministrati durante la gravidanza.

La cura per questa infezione consiste nella somministrazione di immunoglobuline specifiche che combattono la malattia e riducono drasticamente il rischio di contagio del feto attraverso la placenta.

Le immunoglobuline servono a innalzare i livelli di anticorpi del piccolino.

Si inizia a prendere le immunoglobuline il prima possibile e si continua la somministrazione anche dopo la nascita, per bloccare il virus e ridurre al minimo le complicazioni negative, date dalla sua presenza nel corpo del neonato.

C’è un però.

Nonostante le varie pubblicazioni scientifiche, che hanno dimostrato l’efficacia di questo trattamento, è ancora in fase sperimentale.

La brutta sorpresa è che dovresti poter pagare tu il trattamento.
Speriamo che questa situazione cambi quanto prima!

Sei pronta a prenderti cura della tua pelle e a difenderla dalle smagliature?

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Note sull'autore

Sara Biancalana

Mamma appassionata e prima tester di Pancina in gravidanza. Perché per la mia pelle voglio il meglio.

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