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La fase espulsiva del parto naturale: facciamo il punto!

Lezione importantissima al corso pre parto, dopo il travaglio, è quella relativa al parto, che si conclude con la fase espulsiva.

Confesso che lì per lì un po' di brividini lungo la schiena mi sono venuti.

Raccontare i miei dubbi e le mie paure a mio marito è stato illuminante.

È riuscito a farmi cambiare la prospettiva da cui guardare questo avvenimento, doloroso fisicamente, ma unico dal punto di vista emotivo.

Stavamo per diventare genitori... cosa può esserci di più bello al mondo?

(E ora che sono mamma ti posso confermare che aveva ragione).

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La fase di transizione

Nel post sul travaglio ti avevo lasciato alla fase di transizione,  momento fondamentale per te e il piccolino.

Entrambi dovete riprendere quante più energie possibili per affrontare il rush finale al meglio.

Pronta a ripartire? Ormai manca davvero poco al vostro primo incontro!

La transizione dura circa una mezz'ora e poi, come per magia, inizi ad avvertire i "premiti", ovvero il famoso desiderio di spingere.


La fase espulsiva

Quando inizi ad avvertire i premiti inizia la fase espulsiva.

L'unica cosa da fare ora è assecondare i premiti. Ogni esperienza è soggettiva, ma soprattutto la prima volta potrebbe non risultarti subito una cosa immediata.

Cerca la posizione che ti è più comoda: seduta, sdraiata, carponi... ognuna di noi ha la propria.

Ricordati che l'ostetrica è lì con te per aiutarti, quindi cerca di affidarti a lei e ai suoi consigli.

Non è il momento di fare le diffidenti, non trovi?

Ti dico un po' di numeri. Al primo parto questa fase può durare due ore, al massimo tre, in presenza di epidurale.

Sempre che non ci siano segni di sofferenza fetale (rari), altrimenti il ginecologo interverrà tempestivamente.

Nei parti successivi i tempi si accorciano. E' pur sempre una consolazione! 🙂

Fino adesso non ho fatto altro che parlarti di quello che succede a noi future mamme.

Ricordati che il parto è un gioco di squadra! Il nostro piccolo campione non sta mica con le mani in mano.

La discesa del nascituro

Il tuo piccolo continua la sua discesa lungo il canale del parto, cercando di ridurre al minimo le sue dimensioni. Come?

Flette la testolina spingendo il mento verso il torace.

Nello stesso tempo compie delle piccole rotazioni per adattarsi allo spazio disponibile nel nostro bacino.

Alle contrazioni dell'utero che avevano già iniziato ad accompagnarlo nella sua discesa si aggiungono anche le tue spinte.

È come se qualcuno gli stesse facendo un massaggio molto intenso e poco piacevole.

Il tuo piccolino sta facendo un grande sforzo, considerato anche il fatto che riceve meno ossigeno a causa dello schiacciamento del cordone.

Niente panico... ha tutte le risorse per poter affrontare serenamente questa grande fatica!

Sentire il suo battito che diminuisce leggermente quando è stretto nella doppia morsa contrazioni-spinte è normale.

Cerca di ricordartelo quando ti troverai lì.

La mia aveva il battito accelerato, quindi come vedi prevederle tutte è un po' dura e soprattutto controproducente per le tue coronarie 🙂

Stavo dimenticando un particolare non da poco: durante la spinta il piccolino scenderà sempre un po' più in basso, per poi risalire un pochino alla fine.

No, non è uno scherzo di cattivo gusto. È la natura che cerca di far adattare i tuoi muscoli gradualmente al passaggio, per evitare le lacerazioni.

Te l'ho detto che siamo una macchina affascinante!

Tutti gli sforzi del tuo piccolino vengono ricompensati e l'ostetrica inizia a vedere la sua testolina.

Ancora una spinta e la testolina uscirà. Ancora un'altra e il suo corpicino avrà completato la sua missione.

Ci siamo!!! È nato!

Ora ti attende il secondamento, ma lo vediamo alla prossima puntata!


Se hai domande scrivimele sotto nei commenti o mettimi un like se il post ti è piaciuto! Significa molto per me, grazie 🙂

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Vale
(Milano)

Note sull'autore

Sara Biancalana

Mamma appassionata e prima tester di Pancina in gravidanza. Perché per la mia pelle voglio il meglio.

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